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ETNICA…DISO FOLK FESTIVAL 2006
Salento: crocevia di suoni dal mondo

Venerdì 28 luglio ‘06

- APPESI AUN FILO (Campania) – Un notevole impatto live, ottima tecnica ed una lampante attitudine da palco; questi i punti di forza della giovane band salernitana. Il repertorio è una miscela di ska che si sposta con leggerezza e abilità dallo ska-combact verso sonorità ska-rocksteady, con stacchi reggae, pulsazioni raggamuffin e incursioni etniche. Dirompente e incisiva, ritmica e precisa, la sezione fiati sostiene una voce vitale e l’energica presenza scenica della cantante.
Appesi Aun Filo hanno suonato di spalla durante concerti singoli con gruppi del calibro di Mau Mau, 99Posse, Africa Unite, 24Grana, E' Zezi, Klasse Kriminale. (www.appesiaunfilo.com).

- KRIKKA REGGAE (Basilicata) - Inizia l’ avventura musicale sulle spiagge fra le feste notturne e dance all attorno ai falò estivi. Nel 2002 e 2003 la KRIKKA partecipa a vari contest e realizza numerosi concerti in tutto il Sud, collabora con l’artista africano Papa Zodiac, partecipa al Pollino Music Festival come spalla degli Africa Unite. In due anni di fittissima attività live, il sound e lo style maturano e i risultati si vedono: la KRIKKA vince il concorso AREZZO WAVE band e si accredita come migliore reggae band emergente della penisola aggiudicandosi l’ ITALIAN REGGAE CONTEST. Nell’estate 2004 le opportunità di esibirsi di fronte a vaste platee e di dividere i palchi con i più quotati artisti reggae nazionali ed internazionali (Capleton, Sanchez ,Buju Bunton, Sud Sound System, Junior Delgado,..) si concretizzano con la partecipazione al Rototom Sunsplash, Arezzo Wave, Pollino Music Festival, Salento Summer Festival, Castello Reggae, Bob Marley Tribute , Vitulano Folk Festival. L’anno si “chiude” alla grande per la KRIKKA : vince il premio fondazione Arezzo Wave Italia come migliore tra le band regionali del 2004 che consiste nella produzione e nella pubblicazione (MAGGIO 2005) del loro primo cd dal titolo “DA MO’ S’AVAL” (“adesso si fa sul serio”_ Ondanomala Records / Arezzo Wave _ distr. EDEL”) registrato e mixato negli studi dei SUD SOUND SYSTEM. 2005 comincia quindi con la prima uscita discografica, presentata alla feltrinelli di Roma , riceve ottime recensioni dagli esperti del settore, entra anche in rotazione in varie radio nazionali ed accompagnando queste ad un fitto tour estivo.Tour che attraversa tutta l’italia da nord a sud, e vede una nuova partecipazione al ROTOTOM SUNSPLASH come band d’apertura del festival dividendo il palco con la storia del reggae gli SKATALIES e i MORGAN HERITAGE; la krikka esce dai confini nazionali al SOCHA REGGAE RIVERSPLASH festival reggae sloveno dividendo il palco con LUCKI DUBE e HOUSE OF RIDDIM incontrando artisti come ANTONY B, QUEEN OMEGA, ANTONY JOHNSON. Altra grande apertura è quella sul main stage dell’AREZZOWAVE LOVE FESTIVAL sullo stesso palco di JOE ZAWINUL ed ELIO E LE STORIE TESE ed ancora POSITIVE VIBRATION a Col felice con BOO BOO VIBRATION e ONE LOVE HI POWA al POLLINO MUSIC FESTIVAL con ROY PACI & ARETUSKA al TERME LIVE con BANDABARDO’ (www.krikkareggae.it).


Sabato 29 luglio ‘06

- PYRAMYDES (Ciad) - Ben rari sono i gruppi ciadiani che girano nel mondo, fra questi si distinguono i Pyramydes, gruppo originario di Djamena, formatosi nel 1998, che mescola la lingua musicale tipicamente ciadiana con sonorità elettriche più contemporanee creando così uno stile che gli è proprio e che è unico nel panorama della musica africana.
“ Sole dell' Africa” è il loro nuovo album della band africana. Sin dalla fondazione il gruppo è formato da otto vecchi amici, cristiani e musulmani insieme, attualmente il gruppo è composto da cinque musicisti che coscienti del poco peso della musica ciadiana nell'ambito della musica africana e mondiale hanno scelto di affermare la loro identità culturale, attraverso composizioni originali che attingono dalla tradizione del loro paese. (www.pyramydes.com)

- LA ZURDA (Argentina) - Questa giovane formazione argentina mostra un'intensità ed una ricchezza musicale figlia delle influenze e mescolanze culturali che si possono trovare in Sudamerica. Le composizioni cariche di pathos e profondo feeling, costituiscono una sorta di viaggio emozionale per l'ascoltatore ma anche una via di fuga virtuale dal tunnel della quotidianetà, dai luoghi comuni della musica massificata e senz'anima! Le sonorità che i La Zurda porteranno in Europa, grazie al loro impatto live, saprà convincere i più scettici della loro genuina spontaneità, frutto dell’esperienza maturata nella loro terra, l'Argentina, martoriata in questi anni da problemi. La forte carica emotiva che sprigionano, è il segnale per cui la musica non è “intrattenimento” ma bensì una ragione di vita, una guida dell'anima ed anche una speranza di un futuro migliore. Dal tango argentino al suono del “charango”, alle ritmiche sudamericane ed un orecchio al Messico del suono “clandestino” precipitando con impeto nel “”rock”" non tradizionale. Un vero “crossover latino”, un altro melting pot di generi e crogiuolo di buone energie che si fondono in un’ispirazione limpida, e irrazionale capace di accendersi, ora nell’ardita passione sensuale del tango, ora dell'hip hop andino fino alla lezione del talentuoso Manu Chao! La Zurda sanno offrire profonde emozioni, trascendono una sorta di spiritualità che proviene da dentro, immettono un’energia capace di coinvolgere gli ascoltatori in una sorta di trance scatenata, una carica adrenalinica dell'anima sostenuta dalla vena poetica delle liriche e dal delicato spessore delle composizioni ora dolci e sognanti ora ruvide e forti. La Zurda, dal nome unico ed inimitabile, rappresenta la parte sinistra che è in ogni essere umano, appunto la zona del cuore“, ecco perchè la loro musica è davvero autentica, vissuta e un po' visionaria.
Questa storia non ha un principio…………e tanto meno una fine. La strada da percorrere è molto lunga ed insidiosa ma parlando la lingua del cuore….si puo andare molto avanti…….e sicuramente sarà un cammino pieno di canzoni. (www.lazurda.net)

- OFFICINA ZOE’ (Salento) - L’ Officina ZOE’ sin dall’inizio (primi anni novanta, quando Lamberto Probo, Donatello Pisanello e Cinzia Marzo la fondarono) è stata parte attiva e forse autentico lievito insieme a pochi altri di quel movimento salentino di riscoperta della più antica e travolgente forma di ritmo popolare che è la Pizzica-Pizzica. Oggi ne rappresentano il lato più noto grazie al successo piovuto su di loro con la partecipazione, sia come attori che come autori delle musiche, al film di Edoardo Winspeare “Sangue Vivo”. L’aspetto più interessante del loro lavoro è, oltre alla riproposizione, il rinnovamento del repertorio della Pizzica attraverso composizioni originali che rispettano lo spirito e a volte anche la lettera della tradizione. L’Officina ZOE’ vanta oggi la partecipazione ai più importanti appuntamenti della Musica in Europa come l’edizione berlinese del Womex, Roma Villa Ada (per tre anni consecutivi), il Premio Tenco di Sanremo, l’edizione palermitana del Womad di Peter Gabriel (per citarne solo alcuni). Inoltre da ricordare la premiazione con la Grolla d’Oro al Festival di Saint Vincent come migliore colonna sonora nonché la nomination al Nastro d’Argento. Attualmente sono impegnati in uno spettacolo teatrale con la regia di Pamela Villoresi nonché alla composizione della colonna sonora del prossimo film di E. Winspeare (www.officinazoe.com)


Domenica 30 luglio ‘06

- ABASH (Salento) - Il gruppo si forma nell'ottobre del 98' sulla scia della rinata musica etno-popolare salentina.Alla ricerca di una identità, il gruppo incontra i ritmi tribali e ossessivi della vicina Africa e le suadenti melodie orientali, ma l'anima rock prevale e dà vita a quel rock mediterraneo un po' progressive di cui gli Abash possono ritenersi unici interpreti.Maurilio Gigante scrive il primo brano,"Salentu e Africa" e sarà il loro manifesto musicale.Nel maggio 2000 esce il loro primo CD "Salentu e Africa", prodotto dal gruppo dove finalmente il popolare e l'etnico trovano nuova linfa in una esplosiva miscela rock che specie nelle esibizioni live suscita l'interesse di quella critica pugliese meno distratta dal fenomeno "pizzica".
Il secondo disco esce nel Luglio del 2004 ed è prodotto da Rai Trade, successo di vendite per gli Abash che con "Spine e malelingue" confermano l'indirizzo progressive della loro musica ma anche il sogno di un di Mediterraneo di pace e un Salento approdo di nuove speranze. (www.abash.it)

- DOBET GNAHORE’ (Costa d’Avorio) - Giovane cantante e percussionista ivoriana, Dobet Gnahoré. Interpreta composizioni basate su polifonie tradizionali che combinano canti bété e canti pigmei centrafricani. A sostenere la sua calda voce, sono i ritmi della musica pop africana: dalla musica mandinga al bikoutsi camerunense, dall'high-life ghanese ai cori zulu, il tutto completato da un tocco di jazz. Giovane musicista africana, Valerie Dobet Gnahoré si inserisce perfettamente nell’ambito della musica che preferiamo definire “del mondo”, proprio perché il suo lavoro artistico rappresenta egregiamente i diversi stili e lingue proprie del continente africano. Dobet Gnahoré che è figlia del percussionista ivoriano Boni Gnahorè, possiede una voce calda e possente, unita ad una forte presenza scenica, acquisita grazie alla lunga pratica con la danza ed il teatro. Dobet scrive lei stessa i testi delle sue canzoni, che sono inizialmente concepiti in francese per poi essere tradotti nelle lingue delle diverse etnie presenti nella Costa D’Avorio. Dobet è cresciuta, non solo artisticamente, nella comunità di Ki-Yi Mbock, di cui il padre è stato uno dei fondatori: un quartiere del villaggio d’Abidjan, nella Costa D’Avorio, dove tutti gli abitanti sono artisti di tutte le discipline che producono e diffondono le loro creazioni di teatro, musica, danza, pittura e quant’altro, direttamente sulla piazza. E proprio nella stessa comunità di Ki-Yi che Dobet Gnahorè incontra il chitarrista francese Colin Laroche De Feline, che vi si era recato per arricchire la sua ricerca nell’ambito dei ritmi e delle melodie africane. Dopo tre anni di permanenza nella comunità Colin ritorna in Francia assieme a Dobet e assieme fondano il duo Ano Neko le cui composizioni si basano su un'ampia gamma di elementi tradizionali ,dai canti bété a quelli pigmei centrafricani. A sostenere la sua calda voce, sono i ritmi della musica pop africana: dalla musica mandinga al ziglibiti ivoriano, dal bikoutsi camerunense all'high-life ghanese, dalla rumba congolese ai cori zulu, il tutto completato da un tocco di jazz. La chitarra di Colin completa insieme alle percussioni di Laurent Rigaud e al basso di Nabil Mehrezy, un gruppo capace di dar vita a un'esibizione ricca di stimoli e suggestioni, tra modernita' e tradizione. Il concerto rientra nella collaborazione con il “Salento Negroamaro (inserire LOGO), rassegna delle Culture Migranti” organizzato dall’Amministrazione Provinciale di Lecce. (www.dobetgnahore.com)


Domenica 27 agosto ‘06
Diso (Piazza S. Oronzo)

- ATHANATON (Salento) - Il gruppo Athanaton si forma a Zollino (Le) per gioco nel 1998. La formazione subisce diversi cambi di elementi fino al raggiungimento di quella attuale costituita nell’estate 2003.
Questa comprende due ragazzi della grecìa (Zollino, Sternatia), nonché uno di Aradeo e quattro di Brindisi. Partecipa attivamente nel gruppo anche Alessia Tondo di Merine, voce della Notte della Taranta 2004.
L’allegra formazione di giovani musicisti prende il nome dal termine in greco antico Athanaton (letteralmente immortale), non per superbia né per fanatismo ma perché si crede che le tradizioni come i suoni, i colori, e quanto caratterizza una terra e il suo popolo vadano esportate al mondo in modo da non far perdere le proprie tracce rimanendo così nel tempo: IMMORTALI appunto. La riproposta degli Athanaton propone canti della tradizione orale Salentina e Brindisina, che si aggiungono alla ormai popolarissima pizzica; si passa rapidamente dai canti d’amore eseguiti a tre voci, a melodie che soffiano a est, a canti di lotta e di lavoro come “fimmene” e “lu sule calau“, a pizziche in griko e a quelle più conosciute in dialetto.

- ARIACORTE & friends (Salento)
festa del decennale

Portare di città in città il canto sociale che nasce dalla tradizione popolare e che identifica ogni popolo con la sua terra è l’idea di riferimento che la band salentina propone con il suo spettacolo nelle piazze di piccoli e grossi centri d’Italia, d’Europa e del Mondo. Sono ormai da un decennio sulla scena musicale che ha accolto i ritmi della tradizione, ma nei loro concerti gli Ariacorte hanno ancora voglia di dire e raccontare quel magico mondo su cui poggia la musica. Quella della tradizione riproposta però in una nuova traduzione sonora: intreccio di melodie di un mondo meticcio che nel sincretismo culturale trova la sua identità. Ecco quindi che il frenetico ritmo del tamburello, proprio della più ancestrale tradizione salentina, si mescola con i suoni della chitarra battente, con quelli d’oltre mare del bouzuki, della mandola, del violino, dei flauti , avvolti nei mantici dell’organetto; suoni di strade lontane che si mescolano e su cui tesse il canto delle voci come fosse l’eco, non più di una tradizione chiusa nell’angusto spazio delle datazioni, ma di quel valore sociale ancora oggi vibrante nei suoi accenti più accesi del canto di lavoro, o più struggenti dell’amore, o ancora, mitici e travolgenti nell’irrazionalità della pizzica. Il concerto, un condensato di musica che guarda al futuro tenendo ben stretti i legami col passato e anche il repertorio, che il gruppo propone, è ispirato allo stesso principio: dell’incontro fra la tradizione salentina e le altre del Sud e dell’innovazione con brani inediti che pure mantengono il modulo della tradizione che solo così si fa presente.
Il gruppo di musica popolare Ariacorte nasce nel ‘96 a Diso, a circa 45 Km a sud di Lecce, spinti dalla necessità di una riscoperta delle tradizioni popolari musicali della propria terra. Nei dieci anni di vita il gruppo ha raggiunto un notevole successo di pubblico e ricevuto lusinghieri apprezzamenti dalla critica nei numerosi concerti eseguiti sia in Italia che all’Estero, tanto da essere considerato uno tra i più ricercati ed originali gruppi pugliesi. La band ha all’attivo il cd Ariacorte (1999) autoprodotto, e Taranzando (2003) prodotto dalla Blond Records di Roma, importanti partecipazioni a festival e rassegne italiane ed europee in Svizzera, Francia, Austria e Slovenia. Nel 2000 suonano al Carpino folk festival (Foggia), al Festival delle Culture Europee a Ricetto di Candelo (Biella) e alla Notte della Taranta; nel 2001 ritornano alla Notte della Taranta, partecipano all’Ariano folk festival ad Ariano Irpino (Avellino), ad Ernica Etnica a Veroli (Frosinone) nel 2003 gli Ariacorte presentano in prima nazionale all’Alpheus a Roma il nuovo CD Taranzando, suonano nei teatri di Bolzano, Vipiteno, Brunico, Bressanone, Biella, Novara, alla Fiera delle 100 Città d’Arte a Ferrara, in piazza Delle Erbe a Mantova, piazza Brà a Verona, piazza Walter a Bolzano, chiudono la rassegna Ethnopolis a Capodistria (Slovenia). Negli anni dividono il palco con Ambrogio Sparagna, Enzo Avitabile e Bottari di Portico , Agricantus, Mimmo Epifani, Eugenio Finardi, Spaccanapoli, Marcello Colasurdo, Lou Dalfin, Antonio Infantino e Riccardo Tesi.
Nel 2005 ottengono grande successo di pubblico e di critica con lo spettacolo “Mediterranima” proposto in molte città italiane e soprattutto all’estero, da ricordare a LONDRA ad Earls Court 2 in occasione de “La Dolce Vita”, a BELFORT (Francia) in occasione del FIMU (festival internazionale di musica universitaria), a ROVEREDO (Svizzera Italiana) e per ultimo in BRASILE in una tournèe dal 19 al 30 agosto in occasione della “Mostra SESC deArtsMediterraneo” con concerti a San Paolo, Diadema, Mauà, Sao Caetano, Sao Bernardo e Osasco. A gennaio 2006 gli Ariacorte sono a Cracovia (Polonia) in occasione del “Treno della Memoria” insieme a Caparezza, Miriam e all’Orchestra di Ritmi Moderni E. Piazza. (www.ariacorte.it)

 
Programma Concerti Etnica

 






 
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